Sergio, argentino in Veneto dal 2000, ha ereditato nel 2017 la brace di Favaro e oggi vi accoglie a Dese. Stessa griglia, stesso sale Celusal, stessa ossessione per la carne da vero Argentino.
L'anima libera dell'Argentina, dai pascoli sconfinati alla leggenda.
Inizialmente considerati vagabondi nella vasta "terra di nessuno" della Banda Oriental, tra i domini spagnoli e portoghesi, i gauchos strinsero un legame indissolubile con la natura selvaggia e con il proprio cavallo. Grazie a questa formidabile maestria, divennero ben presto i padroni incontrastati delle immense pianure della Pampa.
La diffidenza nei loro confronti mutò radicalmente durante la guerra d'indipendenza (1810-1824): combattendo coraggiosamente al fianco dei patrioti contro le truppe coloniali, si guadagnarono il rispetto del popolo e vennero trasformati in veri e propri eroi nazionali. Esaltati dalla letteratura epica — come nel celebre poema El gaucho Martín Fierro di José Hernández — incarnano oggi l'essenza stessa dello spirito argentino: un'anima benevola e avventurosa, fiera bandiera di libertà, uguaglianza e impareggiabile ospitalità.
Il rito sacro della condivisione che unisce un popolo intero.
Molto più di una semplice bevanda, il Mate è il simbolo dell'aggregazione sociale in Argentina. Ricavato dall'infusione delle foglie sminuzzate di Ilex Paraguariensis, è noto fin dall'antichità per le sue straordinarie proprietà terapeutiche: depura l'organismo, aiuta la digestione, fortifica il sistema immunitario ed è un naturale concentrato di vitamine e minerali attivi.
Per le strade dell'Argentina, non c'è divisione di classe di fronte al Mate: dal medico allo studente, tutti lo portano con sé. Ma è nella sua preparazione che si cela la magia: il cebador (colui che lo serve) versa l'acqua lentamente per creare la schiuma perfetta, passandolo in senso orario agli ospiti. Ciascuno sorseggia l'infuso attraverso la bombilla (la tradizionale cannuccia in metallo) e lo restituisce al cebador finché, con un semplice e sentito "gracias", si dichiara di essere soddisfatti. È un inno alla convivialità, un cerchio di amicizia che non si spezza.
La passione struggente nata sulle sponde del Río de la Plata.
Il Tango è poesia, musica e danza: l'espressione artistica più pura e viscerale del Sud America. Le sue radici affondano a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento nei sobborghi di Buenos Aires e lungo le coste del Río de la Plata, scaturendo dall'incredibile mescolanza tra i ritmi degli schiavi africani e la struggente malinconia degli immigrati europei.
A differenza di molti balli sudamericani, il tango tradizionale è privo di strumenti a percussione. La sua ritmica affilata e sincopata è affidata esclusivamente all'uso sapiente e cadenzato degli strumenti a corda, e soprattutto al suo strumento simbolo: il bandoneón. Il suo suono profondo, capace di "respirare" come un cuore spezzato, accompagna i movimenti sensuali dei ballerini, rendendo il Tango un'emozione universale riconosciuta e celebrata in tutto il mondo.
Il crocevia pulsante di storie, culture e tradizioni del Sud America.
Battezzata nel 1580 dall'esploratore Juan de Garay con il nome di "Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires" (in onore della Nostra Signora di Bonaria in Sardegna), la capitale argentina è oggi una delle metropoli più affascinanti e grandi del pianeta, cuore pulsante in cui gravita quasi la metà dell'intera popolazione nazionale.
Seconda per importanza economica in Sud America solo a San Paolo del Brasile, Baires è il porto storico in cui le influenze del Vecchio Continente si sono fuse con la verace identità locale. È tra i suoi grandi viali, i suoi "barrios" colorati e i suoi mercati intrisi del profumo della brace che l'identità gastronomica e culturale del Paese ha preso forma, tramandandosi fiera fino ai tavoli della nostra Osteria.